Passo dopo passo…

…cresciamo insieme!


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…che

Che qui il tempo è sempre poco

che le cose da fare sono sempre tante

che Picchìlli è sempre più un ometto e udite udite fa sempre meno capricci (a parte quando è stanco, vabbuò), ma è un poleeeemico e io me la rido di brutto perchè spesso ha ragione e parte sempre con un ”ma però..” ”..però io…” ”..però lui..”

che StuntBaby è sempre più Stunt e perdo anni così, che manco il tempo di grattarmi gli occhi che ne sta già combinando una e pensando tre

che la salute ( mia ) scarseggia e mi servirebbe una segretaria per stare dietro agli appuntamenti dai vari medici ( no no no, non pensiamo ai soldi spesi peccarità)

che spero non trovino nulla di serio perchè io, francamente, me la sto facendo sotto

che non si iniziano le frasi con ”che” ma MI è venuto così e dato che a momenti vado a prelevare Picchìlli a scuola e non mi rimane molto tempo, se mi metto a ragionare , nemmeno oggi pubblico il post e rimarrà nei secoli dei secoli insieme agli altri scritti, e mai pubblicati.

cià

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Tutto il mondo è paese, dicono

L’ esperienza in Rep. Ceca continua, e quando stavamo per giungere al termine ecco che l’azienda comunica che tutto Maggio saremo qui e sicuramente pure la prima settimana di Giugno e forse anche la seconda. Ok , no problem, quindi? Il contratto scade a fine Maggio, che si fa?

Ci vorrebbe una cartomante , la zingara e la luna nera…

Un amica giorni fa mi ha chiesto come stavamo e io ho risposto

 ”sempre in balia della corrente, senza sapere che ne sara’ del domani… ma bene” 

Lei ”l’ importante e’ stare tutti insieme…nessuno sa cosa ci riserva il domani”

Io ”già… ma se aspettassi il domani a casa sarebbe meglio”

Dopo un anno così movimentato ho bisogno di casa di radici di calore di amici di famiglia ma sopratutto di stabilità.

Qua ci siamo trovati bene da subito, e ripensando ai mesi scorsi all’inizio di questa nuova vita,credo di aver trovato ”il problema”. A parte la mia insidiata nostalgia, il problema era sicuramente la novità, lo sconvolgimento, un neonato da accudire e un treenne scalmanato, una gravidanza movimentata alle spalle e un flop grande come una casa , anzi un negozio. Credo di aver attraversato e provato la famosa depressione post partum di cui tutti parlano condita da tutto quello che girava intorno, i problemi economici non sono mica una passeggiata.

Ho riversato poi tutto l’odio su quella dimora che poi avevamo scelto. La trovavo scomoda e non la sentivo mia. Fredda e umida in un autunno e inverno nebbioso dall’alba all’alba successiva, SEMPRE!

Adesso i bambini sono più grandi e anche se passo la maggior parte del tempo da sola in casa con loro, basta giocarci e intrettenerli e le ore passano.

Spezziamo una lancia in favore dell’Italia please, non è mica vero che i maleducati sono solo in Italia eh, assolutissimamente no. Ecco, ne ho visti pure qui. La fila solitamente la rispettano, si mettono tutti uno dietro l’altro e non sparpagliati però, c’è sempre un però, un uomo sulla 50ina ha superato Chicco mentre faceva la filaper un gelato con Picchilli sulle spalle quindi ben visibile. E gli stronzi in macchina ci sono pure qui, meno, bisogna ammetterlo, ma ci sono pure qui. Ma il caso più eclatante è avvenuto in un ospedaletto/ambulatorio misto , allora, succede che, io ero tranquilla  a fare i piatti mentre StuntBaby pisolava dopo pranzo e Picchìlli era su divano a guardare i cartoni, ad un certo punto Picchìlli con voce tremante mi chiama e io temporeggio, lui si fa insistente mi asciugo le mani e vado.

E’ li seduto sul divano che non ha il coraggio di dirmi che si è fatto male perchè ha paura del cazziattone. Inizia a piangere silenziosamente e io mi allarmo e mi dice che gli fa male un braccio. Il braccio è immobile e non capisco se gli fa male il gomito o il polso. Sorvoliamo su come azzarola abbia fatto perchè ancora oggi non mi è ben chiara la scena, ho capito solo che seduto sul divano ha piegato le gambe e intrecciato le mani e le braccia e ZAC!

Chiamo Chicco che è a lavoro ( io qui non posso guidare ) e decidiamo di portarlo al pronto soccorso , poi ci viene in mente di chiedere ai proprietari dello stabile di suggerirci un altro posto. Lui gentilissimo ci accompagna in un ambulatorio dove lavora un suo amico. Io resto in macchina con StuntBaby che si è di nuovo appisolato in macchina e dopo 3/4 d’ora appare Chicco con Picchilli piangente… e un braccio con un semigesso: temevo che prima o poi sarebbe successo. Gli hanno fatto una lastra ma non ci dicono l’esito, pagare e via tornate tra 5 giorni.

A casa Picchilli e tranquillo salta e gioca come se nulla fosse ed è orgoglioso del suo braccio ingessato, l’ha presa stranamente bene. Io e Chicco siamo convinti che non ci sia frattura perchè non accusa dolore forte e non scaccia fuori mai una lacrima. Se glielo chiedi ti dice che si sento dolore ma dopo 5 minuti ti dice che no, mamma non mi fa male. mah. Dopo i 5 giorni Chicco porta di nuovo Picchilli in ambulatorio , convinti che glielo avrebbero tolto, e invece torna a casa con non più il semigesso ( braccio completamente fasciato ma sopra ha del gesso ) ma con il braccio completamente ingessato!

”Chicco ma.. ? va bene ingessarlo o fasciarlo così lo tiene fermo etc ma…”

” eh … che te devo di? senza averlo levato lo hanno visitato semplicemente guardandolo, e hanno decretato che serviva un gesso completo, ho chiesto se ci fosse la frattura ma hanno detto di no, che era il polso slogato, e di non preoccuparmi, che tanto paga l’assicurazione”

”assiurazione??? ma noi non ce l’abbiamo”

Ok. La situazione è questa, il bambino ha il braccio perfettamente funzionante ma dato che pagherà l’assicurazione hanno ”simulato” una frattura . Però noi non ne abbiamo assicurazione e quindi ogni volta che abbiamo messe piede in ambulatorio abbiamo pagato. Ecco a me è sembrata una cosa sgradevole e gravissima e hanno sicuramente approfittato ”degli stranieri che non capiscono”.

Dopo tre giorni mi sono messa in braccio Picchìlli e con pazienza gli ho levato il gesso. Da sola. Il braccio funziona non mandatemi gli assistenti sociali.

E’ già passato un anno cara M. A me sembra ancora un brutto sogno.

 

Lunga e diritta correva la strada 
L’auto veloce correva 
La dolce estate era già cominciata 
Vicino lui sorrideva 
Vicino lui sorrideva. 
Forte la mano teneva il volante 
Forte il motore cantava 
Non lo sapevi che c’era la morte 
Quel giorno che ti aspettava 
Quel giorno che ti aspettava 
Non lo sapevi ma cosa hai provato 
Quando la strada è impazzita 
Quando la macchina è uscita di lato 
E sopra un’altra è finita 
E sopra un’altra è finita. 
Non lo sapevi ma cosa hai sentito 
Quando lo schianto ti ha uccisa 
Quando anche il cielo di sopra è crollato 
Quando la vita è fuggita 
Quando la vita è fuggita. 
Vorrei sapere a cosa è servito 
Vivere, amare, soffrire 
Spendere tutti i tuoi giorni passati 
Se così presto hai dovuto partire 
Se presto hai dovuto partire. 
Voglio però ricordarti com’eri 
Pensare che ancora vivi 
Voglio pensare che ancora mi ascolti 
E come allora sorridi 
Che come allora sorridi

 

Ogni frase di questa canzone che da piccola canticchiavo sempre perchè il mio babbo metteva su la cassetta in macchina, io l’ho pensata davvero ”quel giorno” . No avrei MAI pensato di dedicarla veramente ad un’amica…


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Il nomignolo azzeccato per il mio piccolo nano

Pupo e Pulce non si addicono al nanetto che ci gira per casa.

Ha iniziato a strisciare a 6 mesi tutto storto e scrordinato, raggiungendo il suo obbiettivo, ha piano piano migliorato la tecnica e a 7 mesi ha iniziato a gattonare con le braccia trascinando il corpo , chi glielo faceva fare mi chiedo, sempre nei 7 mesi si è prima inginocchiato e verso metà settimo mese si è tirato su con le gambe in piedi , era felicissimo , una faccia soddisfatta  lui, di terrore io dato che ho realizzato che li, cara mia, la tua pacchia è finita. A 8 mesi era una scheggia , a 10 mesi e con la febbre si lancia a fare il primo mezzo passo, poi uno-due- e così via. Nell’11 mese cammina e per il suo primo  compleanno cammina spedito.

Lui si butta , si lancia , si arrampica, non si da pace sino a quando non conquista una nuova sedia-mensola-cassetto-tavolino-divano-mobile di casa qualunque forma abbiano.

Non si da pace se vede uno scattolone lui DEVE entrarci !

E non importa se lo fa di testa , di piedi, in restromarcia lui lo DEVE fare.

Pure la lavatrice lo attira e ha provato ad entrarci più e più volte, stesso effetto ha la lavastoglie.

Non sta fermo un attimo uno, è sempre in movimento.

E’ piccolino e magrolino, è atletico e avventuroso, non lo ferma niente e nessuno. Tutto il mio babbo.

E’ sempre caduto bene, sempre atterraggi di culetto, agli inizi il cuore batteva a mille ma poi abbiamo visto che era diverso dal fratello, che avendo la base da gattonatore era più preparato, mentre Picchìlli che non ha mai gattonato ma ha sempre voluto stare in piedi  acamminare, si schiantava e quando lo faceva lo faceva bene, atterrando sempre di testa.

e  quasi tutti i pasti li facciamo sempre in allerta monitorandolo, non staccandogli gli occhi di dosso perchè si mette in piedi nel seggiolone, legato o meno non fa differenza, ho provato ad aggiungere cinture, l’ho persino legato in vita con la mia sciarpa. Niente, si libera riesce a farlo comunque, si mette in piedi  e ride, lui si diverte, lui e solo lui perchè a me prima o poi verrà un infarto.

Qui in Rep Ceca non abbiamo il seggiolone e usiamo una seggiolina classica di quelle che si portano in giro, in ristorante etc. evade anche da li , lui EVADE .

Siamo in giro con il passeggino? Bene è tranquillo tutto fila liscio ma ad un certo punto ZAC tenta l’evasione anche da li. Da piccolo aveva tentato la fuga dalla sdraietta, aveva forse 5 mesi max 6 pensavo fosse un caso, e invece mi sbagliavo, la usavamo come ”bagno” era azzeccata per la posizione favorevole ma ho dovuto ritirarla.

E dunque, credo che il nomignolo più azzeccato sia StuntBaby. Il mio StuntBaby .

StuntBaby in azione